Il mercato della pasticceria siciliana è pieno di marchi che parlano di tradizione. Noi stessi crediamo profondamente nella tradizione. Ma negli ultimi mesi ci siamo resi conto che c’è una storia che viene raccontata troppo poco. È la storia delle persone che stanno dietro agli ingredienti.
Perché una pasta di mandorla non nasce quando viene impastata. Un croccante non nasce quando viene confezionato. Tutto inizia molto prima. Nei campi, nei frutteti, nei laboratori artigianali. Nelle mani di chi ogni giorno dedica tempo, esperienza e passione alla trasformazione della materia prima.
Per questo motivo la ricerca degli ingredienti è diventata una delle attività più importanti per Le Duchesse di Sicilia. Una ricerca attenta, a volte quasi ossessiva. Perché non cerchiamo semplicemente prodotti eccellenti. Cerchiamo persone che condividano il nostro stesso modo di vedere il cibo. Ed è così che abbiamo incontrato DON.
Chi è DON [site]
“Don” è un termine antico della cultura siciliana. Un appellativo che richiama rispetto, onore e riconoscimento. Un nome che racchiude perfettamente l’identità di questo laboratorio artigianale. L’obiettivo di DON è semplice e allo stesso tempo ambizioso: raccontare la Sicilia attraverso il cibo.
Non una Sicilia costruita per i turisti. Ma una Sicilia autentica, fatta di sapori, profumi, stagioni e tradizioni che continuano a vivere grazie alle persone che le custodiscono ogni giorno. Ogni prodotto nasce dalla volontà di valorizzare il patrimonio gastronomico dell’isola e trasformarlo in un’esperienza capace di arrivare ovunque. Per DON il cibo non è soltanto un prodotto, è cultura, è memoria ed anche identità.
Creatività e artigianato sono il cuore di ogni lavorazione. La manualità incontra la passione, dando vita a prodotti che conservano il carattere autentico della materia prima e raccontano una Sicilia fatta di ingredienti genuini, qualità e rispetto per la tradizione. Valori che sentiamo profondamente vicini ai nostri.
Come nasce un candito artigianale
Quando si parla di canditi, spesso si pensa semplicemente all’ingrediente finale. La realtà è molto diversa. Dietro ogni scorza candita c’è un processo che richiede tempo, attenzione e pazienza. Tutto inizia dalla selezione degli agrumi. Le bucce vengono preparate e immerse in acqua per alcuni giorni, cambiando l’acqua più volte durante la giornata. Successivamente vengono bollite per circa un’ora e mezza e raffreddate. Nel frattempo viene preparato uno sciroppo composto da acqua, zucchero, glucosio e bacche di vaniglia. Si chiama sciroppo di canditura. Le bucce vengono quindi immerse nello sciroppo e inizia il vero processo di canditura.
Un percorso lento che può durare dai dieci ai quindici giorni. Ripetiamo, non ore e neanche minuti, ma giorni. È proprio questa lentezza a fare la differenza. Al termine della lavorazione il prodotto viene confezionato in vaso di vetro con lo sciroppo di canditura, pronto per conservare tutta l’intensità aromatica del frutto.
L’obiettivo non è coprire il gusto dell’agrume, ma quello di esaltarlo, di preservarne la freschezza, di conservarne il profumo, di rispettarne l’identità.
Quando il candito incontra la mandorla.
I canditi realizzati da DON sono entrati naturalmente nelle nostre lavorazioni.
Li utilizziamo nelle paste di mandorla agli agrumi, sia all’arancia che al limone, dove contribuiscono a creare un equilibrio delicato tra dolcezza e freschezza. Ma è soprattutto in una delle nostre novità che questa collaborazione trova la sua espressione più originale.
Parliamo del Croccante di Mandorla con scorze candite di limone siciliano. Un prodotto che prende ispirazione dalla tradizione della cubaita e la interpreta con uno sguardo contemporaneo. La croccantezza della mandorla incontra le note fresche e agrumate delle scorze candite, creando un equilibrio che sorprende fin dal primo assaggio.
La prova più importante? Quella delle persone.
Possiamo raccontare processi, ingredienti e lavorazioni. Ma alla fine è sempre il gusto ad avere l’ultima parola.
Durante le degustazioni e le presentazioni dei nuovi prodotti, in ultimo l’evento ArtiGusto a Bagheria, abbiamo osservato con attenzione le reazioni delle persone. Tra tutte le varianti proposte, il Croccante di Mandorla con scorze candite di limone siciliano è stato quello che ha generato più curiosità.
E soprattutto una parola è tornata continuamente: freschezza.
Una caratteristica insolita quando si parla di un croccante. Per gioco abbiamo fatto un esperimento. Abbiamo conservato il prodotto in frigorifero per circa 15 minuti prima dell’assaggio.
La reazione è stata immediata: Ricorda quasi un croccante di gelato.
Una definizione che ci ha fatto sorridere, ma che racconta perfettamente ciò che volevamo ottenere. Un prodotto capace di mantenere il carattere della tradizione siciliana e allo stesso tempo sorprendere con sensazioni nuove.
Un ecosistema di artigiani siciliani.
Quella tra Le Duchesse di Sicilia e DON non è una semplice partnership. È l’incontro tra persone che condividono la stessa idea di qualità.
La convinzione che gli ingredienti non siano tutti uguali. Che il tempo sia un ingrediente. Che la manualità abbia ancora un valore e sopratutto, che dietro ogni prodotto ci siano storie che meritano di essere raccontate.
Perché le cose buone non nascono per caso. Nascono da una filiera fatta di persone, territori e competenze, da chi coltiva, da chi trasforma, da chi sceglie.
In altre parole, le cose buone nascono due volte. Nei campi e nelle mani di chi le trasforma.


